sabato 8 ottobre 2011

CDS

Una sigla sta iniziando a farsi sentire con sempre più frequenza in questi giorni nei diversi media. Si tratta di CDS, acronimo inglese che significa Credit Default Swap, uno strumento finanziario, in particolare un derivato, paragonabile ad una polizza assicurativa.
Proviamo a spiegarne il funzionamento dopo averne dato una definizione. Semplificando al massimo sono titoli che permettono ad un investitore di proteggersi dal fallimento di un emittente, dietro il pagamento di un premio. Il motivo della loro notorietà è tanto banale quanto preoccupante: il prezzo del premio per i CDS che coinvolgono l'Italia sta continuamente crescendo, il che vuol dire che il mercato (o gli speculatori) sono sempre più persuasi che un nostro crack sia prossimo. Per capire meglio porterò questo esempio: la vostra assicurazione sulla vita costerà molto di più se avete 70 anni e lavorate in miniera piuttosto che se siete dei giovani impiegati delle statali. Così funziona il mercato dei Credit Default Swap: più sono alte le probabilità di un default, più costerà proteggersi contro questo evento. Attualmente la probabilità che questo avvenga si aggira attorno al 30% nei prossimi 5 anni. Non un bel dato. Capite bene che un aumento del prezzo di questi derivati da luglio è aumentato del 160% circa non è di certo il genere di notizia che fa piacere.
Ulteriore dettaglio sui CDS riguarda il loro mercato: non sono regolamentati, vengono negoziati over the counter, quindi non sono assoggettati a particolari limitazioni o norme, poco limpidi e difficilmente tracciabili.
Queste informazioni chiariscono i motivi delle paure degli alti vertici della finanza europea. Il fatto che siano considerati indice di rischio di fallimento, che siano così popolari ma così tanto oscuri fa temere attacchi speculativi.
Le cause di tanta poca fiducia nell'Italia? Le sappiamo tutti.


2 commenti:

  1. Ottimo articolo, chiaro e semplice nello spiegare tanta complessità.
    Ma una domanda mi sorge spontanea: chi emette questi CDS?

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  2. Da quello che so le principali società emittenti sono due: CMA Vision e Markit.

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