mercoledì 23 novembre 2011

Sogni di recessione



Post inedito per voi oggi.
Una provocazione senza mezzi termini di un operatore di borsa dalle chiare origini italiane riguardo la situazione dei mercati in questi mesi. Si parla di desideri di recessione pur di cogliere opportunità di business, di insensibilità del mondo della finanza verso l'economia reale. Insomma di carne al fuoco ce n'è in abbondanza! Il video è in inglese ma abbastanza comprensibile.
Che ne pensate? Siete sempre più indignados? Concordate sul fatto che anche il periodi bui per l'economia c'è possibilità di guadagnare, magari a spese di altri? Dubitate sempre di più di questa finanza senza scrupoli?
A voi la parola.

3 commenti:

  1. Personalmente vorrei fare questa riflessione:
    Fino ad ora, l'unione europea ha comportato diversi cambiamenti: la perdita di sovranità monetaria, una maggiore responsabilità per ciascun paese, e maggiori impegni comuni, come l'obbligo di adozione di normative europee.
    Da tempo si discute sulla necessità di un governo fiscale europeo e sull'emissione di titoli di stato comuni (cosiddetti eurobond).

    Ora, per capire meglio la situazione dobbiamo farci questa domanda: Siamo europei? Ci sentiamo europei? Oppure questa cosa dell'unione europea è stata fatta solo dall'alto e non sentita dal basso? Siamo pronti a far parte dei cosiddetti Stati Uniti d'Europa?

    Questa è la vera questione, anche le originarie 13 colonie americane all'inizio erano molto autonome (alcune di loro stampavano carta moneta e avevano quindi una propria sovranità monetaria, e inoltre emettevano veri e propri titoli di stato), ma poi si sono unite e hanno dato vita agli USA.
    Questo processo di unificazione non è stato pacifico, vedi la guerra civile tra Nord e Sud, ma alla fine in ogni americano si è incarnata una identità comune: quella di essere cittadini di una confederazione di stati americani.

    E per gli europei come andrà a finire?
    Personalmente, ritengo che davanti a noi vi siano due possibili scenari.
    O per l'appunto diventiamo uno Stato a tutti gli effetti, il che potrebbe avere delle fortissime ripercussioni sul piano delle identità nazionali, oppure vi sarà una disgregazione di quello che è stato attuato fino ad oggi, adozione dell'euro, normative comuni ecc....

    In ogni caso, come recita un vecchio detto il tempo è sempre galantuomo.

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  2. Commento molto interessante. In molti, tra cui anche esponenti autorevoli del palcoscenico economico europeo e non solo, accusano i paesi membri di "aver voluto fare l'Europa prima degli europei". In sostanza manca quell'unità, quella colla culturale tra i vari paesi della comunità che permetterebbe di costituire quegli Stati Uniti d'Europa che tu hai citato.
    A mio avviso, poi, manca una guida centrale e sovranazionale. Siamo in balia delle scelte di Francia e Germania.
    Concludo dicendo che forse, come dicono in molti in questi giorni, saranno gli eurobond a salvare tutti.

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  3. Europei o meno, se non ci uniamo verremo schiacciati dai cari Bric.
    Il tempo per filosofare è passato da un po'!

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