Sono sulla cresta dell'onda in questi ultimi giorni, ma cosa sono davvero? Di cosa si occupano? Perchè ne parlano tutti?
Andiamo con ordine. Le agenzie di rating sono delle società che provano a darci un idea del rischio che si corre nell'acquistare titoli obbligazionari provenienti da un certo emittente.
Le principali sono Standard & Poor's, Moody's e Fitch, tutte di nazionalità americana.
Ognuna di esse esprime la sua valutazione in lettere, per cui un emittente AAA è considerato sicuro, o meglio, risk free. Ciò significa che le possibilità che un investitore resti in braghe di tela dopo l'acquisto del titolo è minima, se non nulla. Al peggiorare del giudizio aumenta il rischio di insolvenza dell'emittente, il quale è costretto ad offrire un tasso di interesse maggiore per riuscire a vendere i propri titoli e reperire così le fonti di finanziamento di cui necessita.
Le agenzie di rating rivedono costantemente nel tempo le loro stime e le valutazioni precedentemente assegnate: una revisione al rialzo del rating è definita UPGRADE, una al ribasso DOWNGRADE.
Oltre al giudizio gli esperti propongono anche un outlook, ovvero una sintesi sulle prospettive future nel medio termine, una previsione di come saranno i mesi che verranno. Un outlook negativo fa pensare che l'emittente con buone probabilità verrà declassato, mentre uno positivo ci induce a credere il contrario. Qualora non ci siano cambiamenti di rating in previsione, l'outlook è stabile.
Molti criticano l'operato di questi istituti, memori degli abbagli presi in passato, Lehman Brothers l'esempio lampante, giudicato emittente sicuro e poi clamorosamente fallito, facendo scoppiare la miccia della crisi del 2008. Molti altri affermano che le loro valutazioni sono guidate da credo politici. Vero o falso che sia un downgrade dovrebbe indurre l'emittente a rivedere i propri piani e i propri conti, le proprie politiche e i propri investimenti: in questo mondo niente è gratuito, neanche le bocciature.
Ecco le varie scale usate dalle agenzie di rating. I titoli con i voti più alti sono i più sicuri, mentre a fondo scala troviamo i Junk Bond, le obbligazioni spazzatura.

Le agenzie di rating non sono indipendenti e questo è un errore del
RispondiEliminasistema.
Infatti abbiamo:
- il 17% di Moody's appartiene a Warren Buffett
- Il miliardario francese Marc de Ladreit de Lacharrière è ceo di Fimalac, una società di rating francese che controlla Fitch ratings
- ed infine la poco amata Standard & Poor's che fa parte della corporation mediatica di McGraw Hill.
Concludo dicendo che una riforma è sicuramente necessaria, specialmente una che trasformi queste Spa private, in enti pubblici il più possibile indipendenti (anche se devo dire che quest'ultima è una parola che ormai non dice più nulla).
di sicuro le valutazioni che esprimono vanno prese con le molle..tra l'altro ho appena letto che S&P minaccia di declassare anche Parigi e Berlino se non va come dovrebbe il voto sul fondo salvastati al parlamento tedesco..sarebbe l'inizio della fine dell'euro!
RispondiEliminaanche se diventassero pubbliche, lobby diverse premerebbero ugualmente da dietro. Credo che la loro indipendenza sia il primo motivo della loro notorietà e importanza.
RispondiEliminaDi certo ne servirebbe una europea che guardasse con gli occhi propri il mondo, e perché no, una asiatica. E da lì la visione potrebbe essere più cosmopolita ed accurata!
Era stato proposto un po di tempo fa di fondare un colosso che potesse competere con i giganti americani..purtroppo nulla di fatto..
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