Cari lettori, quella di oggi è stata una giornata a suo modo storica e non di certo per motivi positivi.
Perchè? Oggi lo spread Btp - Bund ha raggiunto il suo picco massimo da quando esiste l'euro. Durante le negoziazioni della giornata si è arrivati anche a 575 punti base, con i rendimenti a 10 anni che hanno superato il 7%, la quota individuata come punto di non ritorno (anche se questo limite è mobile e dipende dalla situazione di un paese). Superata tale soglia, gli economisti pensano che diventi insostenibile il rifinanziamento del debito tramite altro debito, a causa dei troppi elevati interessi da pagare. Superata tale soglia si è costretti a chiedere aiuto, sulla scia di quanto fatto da Grecia, Portogallo e non solo. Paesi che di questi tempi di certo non brillano per stabilità e solidità.
Alcuni numeri: Berlino per i suoi titoli di Stato con la medesima scadenza paga l' 1,73%, Roma, in chiusura di seduta, il 7,25%. Da luglio la forbice si è allargata di circa 200 punti base. L'Irlanda, tanto dipinta come Stato alle corde offre appena un punto percentuale in più di noi.
Con tutto questo voglio solo dire che siamo sull'orlo del baratro, al centro di una gravissima crisi non certamente causata da speculazione finanziaria (che ha comunque contribuito) ma dall'incapacità della nostra classe dirigente e l'immobilità dell'economia reale. Qualcuno ha definito la nostra situazione drammatica.
Le ipotesi sul nostro futuro sono diverse e molto incerte. Una domanda: bisogna sempre aspettare e arrivare al limite prima di deciderci a darsi una mossa? Dobbiamo arrivare a raschiare il fondo prima di svegliarci? Nel frattempo il mondo intero ci ride dietro.

Ed ora, come già detto meglio un governo tecnico, fatto di Economisti, nomi illustri a livello mondiale, capaci di guadagnare la fiducia delle borse più che del popolo. Penso sia arrivato il momento delle decisioni impopolari, di mettere anche (in estremo) da parte la democrazia pur di salvare il Paese. I nostri politici sono troppo codardi per sporcarsi le mani.
RispondiEliminaIo sono favorevolissimo ai tecnici ma dobbiamo considerare anche il contesto e le esperienze passate: non durerebbero più di una settimana
RispondiEliminaGiusto che salga uno che sia veramente esperto e che conosca al meglio tutte le conseguenze di ogni provvedimento. E poi non dovrà governare con il peso sulle spalle di fare riforme per essere rieletto, come fanno tutti, ma per il bene dell'intera nazione. In questi momenti ci vuole fermezza e coraggio, non paura di non essere rieletti.
RispondiEliminaPassate le 1000 visite! complimenti!
RispondiEliminaMa le riforme devono comunque passare per il Parlamento e sappiamo chi c'è seduto nelle poltroncine... rimango comunque fermo sulle mie posizioni: qualsiasi manovra a carattere economico venga fatta risulterà del tutto inutile se non viene modificata anche la legge elettorale. La borsa non darà mai fiducia ad un paese instabile politicamente.
RispondiEliminaConcordo e aggiungo che una riforma che vada a toccare il numero o il portafoglio dei nostri parlamentari darebbe sicuramente un segnale di svolta.
RispondiEliminaInoltre non si può più aspettare per una riforma che dia una spinta alla troppo ferma economia.